La voce dei nostri allievi

Leggi le storie di chi ha scelto
di lavorare con noi.

Leggi le storie di chi ha scelto di lavorare con noi.

CHIARA

Minima Teatro? Una tavola da Surf!

Per me è stato un salto nel buio perché non avevo alcuna esperienza: e senza aspettative è stato anche meglio. Cercavo qualcosa che mi desse una scossa, ed è stato così. Qui ho trovato tanto divertimento, tanta fatica fisica, e un mia crescita interiore. Superare i blocchi fisici e sentirsi a proprio agio nel lavorare con gli altri è il modo migliore per scoprire qualcosa di noi.

Quello che continua a stupirmi è la concretezza del lavoro, sin dal primo momento, quando mi sono sentita dire che sul muro c’era una scritta invisibile “Vietato recitare”, che mi ha spiazzato. Ho pensato, ma come? Sono o no in una scuola di teatro?

Poi tutto è stato chiaro e ora sono elettrica per il lavoro finale, dove produciamo scritti con temi specifici che vengono integrati dentro al testo dell’autore, ed è bellissimo: quella è roba tua che è riuscita a entrare nel contesto del lavoro!

Ma la cosa più importante è che attraverso questo corso sono riuscita a capire com’è essere davvero quello che si è nella vita di tutti i giorni. Minima Teatro è per me una tavola da surf sulla quale non sono ancora in piedi, sto remando forte con le braccia, ma intanto è una figata pazzesca!

LEA

“Cercavo un’esperienza forte, che mi facesse sentire coinvolta davvero”

Ho cominciato grazie alla lezione gratuita. Cercavo un gruppo e un’esperienza forte, qualcosa che mi facesse sentire coinvolta davvero. Non volevo fare uno sport, ma qualcosa pieno di vita.

E quando sono arrivata qui ho trovato tanto di più, rispetto a ciò che mi aspettavo. Tanta vita, tanta energia, tanta voglia di fare tutti insieme.

La cosa che mi ha stupito di più è stata guardare dentro di me, e fare un po’ di ordine ed essermi stretta la mano. Ho scoperto di non essere generosa quanto pensavo, e di avere un mare dentro. Mi sentivo già ricca, ma mettendomi in gioco davvero ho trovato la Lea dietro le quinte, che tenevo nascosta dentro di me.

Lo spirito di Minima è “andare alla corsara”, ed è anche questo qualcosa che imparo al terzo anno: divertirsi nel fare e non preoccuparsi di fare bene, ma fare e basta.

MICHELE

Ho trovato me stesso: un’energia sopita da tempo

Mi era arrivata all’orecchio da un’amica il vostro “fare teatro” non convenzionale, ma quando sono arrivato mi aspettavo molto meno di quanto poi ho trovato: sono stato rapito e coinvolto. Rispetto alle altre esperienze è stato per me “teatro elevato al quadrato”!

Mi ha stupito il fatto che in questo luogo ci possiamo permettere tutto quello che volgiamo… sentirsi liberi e sentirsi parte di momenti fuori dagli schemi mi ha permesso di scoprire me stesso fuori dal rigore delle leggi della quotidianità.

Qui si parte da noi stessi e quando ci si trova, è da quel punto che inizia il lavoro, esprimendo se stessi con tutta la propria energia e io ho trovato un pezzo di me stesso qua dentro: quell’energia che avevo repressa da tempo. Questo non è un corso, ma un incontro che si sviluppa in un percorso fatto di rapporti umani che sono verità, intensità e vita. A volte siamo addormentati e non ce ne rendiamo conto.  

SALVATORE

“E’ come riappropriarti a poco a poco del tuo corpo”

Cercavo il teatro in cui si fanno un po’ di “esercizi” e poi mettersi in scena a recitare battute, emozioni… “recitare”, insomma, una cosa che ora metto tra virgolette perché quello che ho trovato qui è un sacco di altra roba!

Anzitutto un sacco di persone fantastiche, un ambiente che aiuta a integrarsi e lasciarsi andare e una rivoluzione copernicana di quello che per me era fare teatro e fare l’attore.

I risultati li vedi prima su di te e poi sugli altri, col tuo gruppo. Tu pensi che in aula ci sei tu, e tutti gli altri; ma quando cominci a capire il meccanismo, “tutti gli altri” sei tu, e viceversa.

La parte più nascosta che nella vita di tutti i giorni lasci in ombra, qui abbiamo cominciato a scalfirla a vederla, a togliere la polvere e vedere quello che c’è sotto. E quindi sta emergendo qualcosa in me e nel mio gruppo che non sapevamo fosse così tanta.

Per me il training è un fatica boia, è arrivare stremati. Però è quella cosa che sai che è lì, che sai che ti aspetta, a cui non puoi sfuggire. Ti guarda e tu non puoi sfuggirle. Prima è fatica, fatica, fatica. Poi ci entri ed è un loop, ed è come riappropriarti a poco a poco del tuo corpo e delle tue movenze. Adesso sta cominciando ad essere un rimettersi i propri vestiti, è uno scaldarsi per qualcosa che sai essere importante e lo vai con voglia.

Minima Teatro è una sfida. Lo dice anche il nome, “Minima”: c’è solo il minimo indispensabile perché tu possa essere la scena.

ELENA

“Disciplina, determinazione e profondità. “

Mi parlavano di questo posto come di un’esperienza fortissima, che ti lasciava sconvolti, che ti apriva al mondo e alle relazioni. 

Qui c’è disciplina, precisione, calore umano, professionalità e una richiesta continua di andare sempre a fondo delle cose, e tanta Vita, e tanto ascolto nei confronti delle persone e delle loro esigenze più intime. 

Di esperienze teatrali ne avevo già, ma qui ho trovato un mondo in cui non si fanno sconti alle persone e in cui le persone non vengono lasciate andare, non vengono abbandonate, mai. 

E quando si rispettano queste pretese, c’è un’apertura colossale nelle persone. Disiplina, determinazione e profondità. 

E ancora, la cosa che sempre mi stupisce è la famiglia. A volte arrivi alle sei e c’è già gente che prova in ogni luogo e sono tutti molto determinati. E quando fai una scena con chi ha capito come te questo spirito delle cose… è un tripudio di euforia! 

FRANCESCA

“Ci teniamo tutti per mano: percorsi diversi, ma un’unica strada”

Quando sono arrivata ho pensato: “Ecco, è proprio questo che voglio fare, ho trovato il mio posto”….

Mi aspettavo quello che ho trovato, ma non mi aspettavo fosse così tanto: un gruppo fantastico, l’energia, la voglia di fare, e me stessa, che sono piena di cose da mostrare e da dare.

Quello che mi ha stupito è che non c’è mai una fine. C’è sempre qualcosa di nuovo, un nuovo limite da superare, qualcosa che non conosco ancora. E che alla fine ci teniamo tutti per mano: percorsi diversi, ma un’unica strada.

Questo è un tipo di percorso che ti cambia, che ti fa maturare e ti fa venire voglia di portare fuori, nella vita, quello che troviamo qui.

Minima Teatro è un gruppo, è una famiglia, in uno spirito che è forza ed energia, un’onda che trascina e coinvolge tutti. 

ANDREA

​”Ogni giorno scopro qualcosa, e mi sento vivo”

Sono capitato qui con una giornata di training perché avevo conosciuto di nome uno degli insegnanti come di una persona molto esigente, e ho voluto provare pensando che tanto una giornata non costasse nulla.

Sono uscito da quel training dicendo: “Questo è il teatro che voglio fare”. La differenza tra l’esperienza precedente e questa era “vita”.

Ogni giorno scopro qualcosa, e mi sento vivo.
E’ iniziato un percorso – e parlo di percorso perché “corso” dà l’idea di essere troppo veloce – che voglio proseguire ancora adesso.

Il percorso è qualcosa che si gusta poco alla volta, dove ci si ferma a volte per riprendere con più slancio. In tutti questi anni, oramai 4, non mi sono mai annoiato, e questa è la cosa fondamentale. 

MARTINA

“Ho trovato Vita, intensità, verità… quando vengo qua, mi sento piena”

Ho iniziato perché andavo sempre con la scuola a teatro, e un giorno ho detto: voglio farlo. Non mi aspettavo nulla, perché non sapevo cosa volesse dire fare teatro, ma sentivo di voler essere messa in discussione e in difficoltà. E ho detto: “Io lo devo fare”.

Ho trovato Vita, intensità, verità… ogni volta che vengo qua, mi sento piena. Quello che mi stupisce è che ci si sente a casa qua dentro, anche al mio primo livello.

Non mi aspettavo di trovare così tanto qua dentro. All’inizio mi aveva stupito il fatto che eravamo tutti indispensabili, che si lavorava insieme per una cosa dove se non ci sei tu, la cosa non funziona, e alla fine quindi tutti danno tutto.

Un luogo dove è importante esserci per l’altro. Non c’è “uno”, ma un “noi”. Prima di venire qua non vedevo nulla, avevo represso tutto e qui ho riscoperto tutto.

Cos’è il training? È duro. Ma alla fine è il teatro. Si parte da lì. È un percorso. Ogni volta è sempre più profondo perché sei tu che cambi, non lui.

Minima è gruppo, entusiasmo, voglia di scoprire e di scoprirsi. E’ un andare insieme per scoprirsi. Qui conosci le persone facendo qualcosa e creando qualcosa insieme. E’ come quando sei bambino: i bambini giocano e si scoprono.

RICCARDO

“Ho trovato Vita, intensità, verità… quando vengo qua, mi sento piena”

Volevo un’occasione per mettermi in gioco… e ho trovato un’infinità di occasioni per mettermi in gioco.

Cosa direi ora a un nuovo iscritto? Ti divertirai… troverai nuove persone… si, ok, tutte queste cose sono solo il 10% di un 100% che deve essere raddoppiato per capire quali e quante sono le occasioni che ho trovato e gli stimoli qui.

Quello che ho trovato io sono dei momenti per essere me stesso e il pensiero di quanto sia bello esserlo e quanto è bello trovare momenti per esserlo anche fuori.

STEFANO

“Ho trovato un fare teatro libero e sincero, e la possibilità di non accontentarmi mai”

Avevo il sentore di un teatro fisico e libero dagli schemi, ma forse sono entrato solo per curiosità. E quello che ho trovato è un fare teatro libero e sincero, ho trovato la possibilità di non accontentarmi mai.

Quello che mi ha stupito di più è l’idea che non ci importi cosa viene fuori, ma ci importa il lavoro su noi stessi, sul nostro miglioramento e il fuoco sul percorso invece che sullo spettacolo.

Il training? Un lavoro su noi stessi. Un punto di partenza per la scena, poi tutto il resto diventa una forma di precisione stilistica, ma la base è quella, è il filo conduttore di energia, vita, passione, urgenza.

Qui “lavorare davvero” significa che in quel momento non esiste niente altro che il tuo compagno, tu e il lavoro. Ed è il motivo per cui fare teatro aiuta anche in momenti in cui sei stanco, stufo e ti senti appesantito dal resto della vita… l’immersione totale è un ottimo aiuto.

Qui nessuno viene lasciato indietro, tutti vengono coinvolti. A Minima non esiste “quella persona non è capace”: tutti possono fare teatro, basta volerlo, basta crederci ed essere disposti a faticare. Questa accettazione e questa inclusione del “Tu sei un essere umano e questo vale già abbastanza per me” è una cosa che mi ha colpito molto.

SILVIA

“Qui ci sono dei momenti, magici, in cui senti che sei una cosa sola con tutti gli altri”

Ho iniziato cercando su internet, sono arrivata qua, ed è stata una bomba. Sono entrata perché cercavo un modo di lasciarmi andare, vincere un po’ di insicurezze e timidezze, per trovare qualcosa dentro da esprimere e un’occasione per essere libera.

E poi ho trovato un mondo. E’ stata proprio un’esplosione, una bomba per me. Mi ricordo ancora il primo sabato di seminario che ho fatto qui: una proiezione in un’altra dimensione!

Ora è l’occasione di sentirmi viva e sentire davvero, davvero, davvero la vita.
Qui ci sono dei momenti, magici, in cui senti che sei una cosa sola con tutti gli altri.

Studiando qua ho scoperto di essere più forte di quello che pensavo, poi però ho scoperto che devo togliermi anche la mia corazza che mi fa sentire protetta e al sicuro e che c’è un momento in cui devo dirmi: “Bene, ma adesso lascia andare tutto”.

Lo spirito di Minima è movimento, è fisico, è relazione, è apertura. Tutte cose che mi tengono qui e che ho paura di non trovare da altre parti, perché secondo me sono rare.

PATRIZIA

“Minima Teatro? E’ questo: cose umane…”

Ho iniziato con la compagnia dell’oratorio e poi sono approdata qui. Avevo mille idee su cosa fosse o potesse essere “fare teatro”, ma nessuna aveva nulla a che vedere con tutto quello che ho trovato. Sembra strano da dire, soprattutto perché ne sono felice, ma la rpima cosa che ho trovato qui sono state le mie difficoltà. 

Ancora mi ricordo quella seconda lezione in cui non volevo sbadigliare. Seconda lezione, il mio primo “no”. Sono matti – pensavo – ma poi mi sono detta: “Devo tornare. Va bene,c’è il limite, lo so. ma adesso devo tornare finché non lo supero“. Ed era solo uno sbadiglio! 

Oggi, insieme al lavoro nel mio livello, predo parte anche ad alcuni lavori della Compagnia, perché ho imparato a prendermi le sfide anche con me stessa.

Minima teatro è semplice: sono rapporti umani, sono “cose umane” che accadono tra noi, e soprattutto è questo: il “permettersi di…”, senza dire mai di no.  

Scrivici, ti risponderemo presto